Gelatina di mele annurche alla lavanda

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La mela annurca è celebre per la sua polpa croccante e soda, molto succosa e dal sapore piacevolmente acidulo ed aromatico, tutte caratteristiche che rendono unica questa gelatina in cui al profumo della mela si unisce quello intenso dei fiori di lavanda. Vincitrice del premio “Miglior prodotto di nicchia” a Tutto Food, Milano 2011, è un prodotto versatile che può essere utilizzato per aromatizzare una tisana, per guarnire la panna cotta o in abbinamento a ricotta di bufala e formaggi stagionati.

Ingredienti:

mele annurche, zucchero, limone, fiori di lavanda (0.04%).

Svuota

Descrizione

Gelatina di mele annurche alla lavanda

Gelatina molto densa e profumata,  ottenuta dal succo delle mele cotogne senza aggiunta di addensanti, coloranti o conservanti.

Ingredienti: mele annurche, zucchero, limone, fiori di lavanda (0.04%).

Frutta utilizzata: 154 g per 100g di prodotto finito.

Valori nutrizionali (valori medi per 100g): Energia: 1210 kJ/295 kcal ; Grassi: 0,1 g, di cui acidi grassi saturi: 0,0 g ; Carboidrati:74,5 , di cui zuccheri: 72,5 g; proteine: 0,1 g; sale (Na): 0,01 g

Confezione: vasetto di vetro nei formati da 110 g, 220 g e 350 g con copritappo in tessuto tnt e fiocco in raffia.

Conservazione: conservare in luogo fresco e asciutto lontano da luce e fonti di calore, una volta aperto il vasetto conservare in frigorifero per 5 giorni.

Shelf-life: prodotta nei mesi di Settembre e Ottobre,  ha un tempo minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro fine…) di 16 mesi dalla data di produzione

Curiosità
La mela Annurca  è un frutto molto antico. E’ presente in Campania da almeno duemila anni come testimoniato da Pilinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia (77 d.C.)
Pilinio infatti la chiama “Mela Orcula” perchè prodotta all’Orco vicino all’ingresso degli Inferi. Probabilmente i frutteti erano situati nell’area di Pozzuoli, dove è situato il lago Averno, sede degli inferi. Sono stati inoltre ritrovati dei dipinti negli scavi di Pompei ed Ercolano raffiguranti questa mela a testimonianza dello stretto legame con la Campania felix al tempo dei romani.
Mela Orcula è poi diventato nei secoli “anorcola” e poi “annorcola” fino ad arrivare ad annurca utilizzato nel 1876 nel Manuale di Agricoltura di G.A. Pasquale.

Informazioni aggiuntive

Peso N/A
Formato

110, 220

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